Il colle è la mia prospettiva. Le colline non sono mai le stesse, come le attività di chi studia e scrive. Dall'alto lo sguardo spazia e aiuta la fantasia, la ricerca; guardare aiuta a pensare, a mettere insieme le idee, quelle che fanno scrivere per sé o per far leggere agli altri ciò che si produce.

martedì 9 giugno 2020

De profundis per un'area #areazanussi #Conegliano

Incendio all'ex Area Zanussi, in pieno centro città. Prima o poi doveva accadere ed è successo.
Da quanto si capisce per fortuna l'archivio comunale non è stato a rischio, stavolta. 
Sempre da quanto si capisce le abitazioni vicine non sono state a rischio, stavolta.
Ancora da quanto si capisce le telecamere hanno ripreso la scena.
Colpevoli i soliti balordi che bivaccano da quelle parti... 
Scusate, i conti non tornano.
Sappiamo da anni che lì dentro può entrare chiunque, che quell'area è un colabrodo in cui succede di tutto: e allora perché si lasciano ben in vista e raggiungibili materiali altamente infiammabili come la carta?
Si capisce che nessuno investirebbe un solo euro per recintare come si deve un'area così grande e di cui nessuno sa cosa fare: per sapere cosa fare aspettiamo che accada qualcosa di davvero grave?
Il mio segretario di circolo, Roberto Dall'Acqua, si chiedeva con triste ironia se qualcuno avesse mal interpretato l'idea di "dematerializzazione" della burocrazia...
Abbiamo chiesto la documentazione antincendio del luogo e dei capannoni: inutile fare la voce grossa con i privati cittadini e le aziende se poi è la pubblica amministrazione a lasciare in quelle condizioni un'area così vasta nella quale, fra le altre cose, lavorano dipendenti comunali.
Abbiamo quindi un gigantesco buco nero in centro, abbandonato a se stesso senza alcun criterio di sicurezza, senza controllo vero, insalubre e altamente pericoloso.
Criminale chi ha appiccato il fuoco, conosciamo la balordaggine degli sbandati che da quelle parti mangiano, bevono, dormono, fumano e... spengono maldestramente le cicche.
Che cosa dire di chi da anni e anni avrebbe dovuto decidere e ha preferito non occuparsi di una rogna che si sta ingigantendo ogni giorno di più? 

giovedì 4 giugno 2020

Compiti per le vacanze: curiosità e stupore

A volte la neve è rosa, non lo sapevo e vi confesso che sono rimasta stupita quando l'ho vista, un paio di giorni fa.
Intorno c'erano le rocce delle Dolomiti con i canaloni esposti a nord ancora pieni di neve, poco più in basso genziane, ranuncoli, erica e mille altri fiori e piante ornavano prati e sottobosco.
Sotto i miei piedi è apparsa la neve rosa, non l'avevo mai vista e mi sono chiesta quale fenomeno la renda di quel colore.
Ho continuato a camminare (con un po' di fatica e attenta a non scivolare) nella neve, invidiosa dei gracchi che volteggiavano sopra noi camminatori, certi, loro, che il nostro passaggio
avrebbe lasciato un bel po' di cibo.
Noi Veneti lo sappiamo bene, le Dolomiti sono Patrimonio dell'Umanità e camminare in mezzo ai famosi Cadini di Misurina, fermarsi in riva al lago sotto lo sguardo austero delle Tre Cime di Lavaredo e ammirare ciò che abbiamo intorno ce ne spiega il perché: tanta bellezza riempie il cuore, lascia negli occhi una lunga scia di benessere.
Poi, al ritorno, una breve ricerca nello smartphone mi ha fatto capire da dove deriva il fenomeno della neve rosa e mi ha fatto riflettere ancora di più sulla profondità e vastità delle regole della natura, sulla nostra immensa responsabilità di esseri umani nei confronti di essa e di noi stessi, del futuro.
Siete curiosi? Provate a compiere una ricerca circostanziata sulla neve rosa.
Questo potrebbe essere il primo compito per le vacanze... ma voi direte: "Prof, lei insegna italiano e storia, non scienze!".
Vero, ma dopo un anno scolastico a dir poco assurdo e dopo questi mesi così stanziali sto pensando che una delle cose di cui avrete più bisogno, nei mesi di vacanza, sarà il girovagare, anche a vuoto, incontrare gli amici, guardarvi intorno.
C'è un sacco di roba da vedere, ci sono tantissimi libri da leggere...
In latino (ecco la prof che torna nel suo ruolo) legere significa tante cose oltre a quella più nota, tra le quali cogliere, estrarre, passare in rassegna, scegliere, nominare...
E allora il mio compito per le vacanze è questo: leggete, cogliete, scegliete, nominate ciò che vi passa davanti.
Se andrete in vacanza, qualunque sia la vostra destinazione, oltre al paesaggio leggete i cartelli stradali, le insegne, i nomi delle strade, entrate nei piccoli cimiteri di paese o in quelli monumentali delle città: rimarrete sorpresi dalle cose strane, bizzarre, interessanti e anche divertenti che potrete trovare.
Se rimarrete a casa guardate con occhi diversi ciò che vi sta intorno, i fiumi e i torrenti, i prati e quel po' di paesaggio naturale che ci rimane, ciò che a uno sguardo distratto può apparire noto: grattando via un po' di superficie sotto scoprirete notizie, idee, obbrobri e bellezza.
Entrate nelle chiese (purtroppo spesso i palazzi non sono visitabili) e guardate le pietre e i marmi, le diverse epoche di costruzione, le tele e gli arredi.
Osservate le piazze e le costruzioni, i giardini e le piante.
Se avrete "letto" bene tutto questo vi verrà naturale saperne di più e a quel punto, visto che sarete stanchi per il lungo girovagare dovrete sedervi o sdraiarvi da qualche parte.Quello sarà il momento giusto per navigare nella rete (senza finire nella rete) e consultare la carta stampata: racconti, erbari, biografie e autobiografie, guide turistiche, cartine stradali o piante di città...
Alla fine so che non saprete più fare a meno della sensazione bellissima che dà la curiosità mai appagata interamente.
Il segreto è tutto qui.
Buone vacanze e buone letture!

lunedì 1 giugno 2020

Commissioni, comitati e democrazia (?)

In Italia, si sa, una qualche presidenza o appartenenza a una commissione non si nega a nessuno, specie se vuota o considerata inutile, vuoi mettere la soddisfazione di essere chiamati "Presidente" o avere i numeri di telefono di chi conta? Impagabile...
Della incresciosa vicenda della Commissione Pari Opportunità ho già parlato anche recentemente: continuo a chiedermi perché ci si sia ostinati a volerla composta in modo tale da evitarne accuratamente il funzionamento (o meglio, me lo sono chiesto e mi sono data una risposta che non mi è piaciuta). 
Il silenzio delle varie commissioni istituite dal Consiglio Comunale è comunque generale, l'impressione è che la loro nomina rispondesse all'esigenza di apporre qualche medaglietta sul risvolto delle varie giacchette della maggioranza e affini ma, visto che a parte quelle permanenti strettamente legate ai lavori consiliari ( magari in un altro post potremmo parlare anche di queste e delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio durante lo scorso Consiglio Comunale) le altre sono a titolo gratuito vuoi vedere che il loro letargo è legato a questo motivo? Vai a sapere.
Fatto sta che sulla stampa ogni tanto si annunciano provvedimenti, idee (più o meno), si racconta di incontri, dialoghi, prese di posizione in tema di cultura (vedi la catalogazione delle opere in deposito in Comune), riguardo al futuro del mercato, attorno ai tanti problemi posti dalla pandemia che so, a carico degli anziani.
Ebbene, credo si sia persa memoria dell'ultima convocazione del Comitato Biblioteca e Sistema Museale anche se, appare chiaro come il sole, decidere dove, come e quando esporre e catalogare opere d'arte sarebbe proprio materia di sua pertinenza.
Il Covid-19 ha messo in ginocchio il già claudicante settore del commercio cittadino eppure... la Consulta per il Commercio e le Attività Produttive, che già prima era stata relegata a organo buono per trascrivere le decisioni prese altrove, è scomparsa dai radar.
Che cosa produce la Consulta per la Terza Età, che pure ne avrebbe, di cose da fare? Mistero.
Uno spettro si aggira per Conegliano, parafrasando quel filosofo tedesco, si tratta di una visione distorta della democrazia, ovvero la volontà di far finta di volerla, preferendo però le decisioni (quando ci sono, sia chiaro), prese nelle stanze dove si incontrano, o si telefonano, o si videochiamano quelli che devono esserci.
Gli altri che si arrangino, "tanto bastiamo noi: la condivisione, la trasparenza, la collegialità, anche l'umiltà di ascoltare gli altri sono semplice paccottiglia".
Abbiate almeno il coraggio di dirlo pubblicamente, sapremmo almeno che idea ha della democrazia la maggioranza che governa questa città. 
Rimane però intatta la tristezza per un declino sempre più evidente.

sabato 23 maggio 2020

Disagi sociali? Facciamo un convegno...

Storie di ordinaria follia, non mi viene altro da dire, ovvero quando il linguaggio della politica si dimostra lontano mille miglia dalla realtà.
Ai posteri la sentenza sui motivi, ma i dati parlano da soli.
"Non mi aspettavo un così alto numero di domande di aiuto".
Potremmo fermarci qui e sarebbe già sufficiente: le parole sono (all'incirca) quelle pronunciate l'altra sera (21 maggio) dall'assessore ai Servizi Sociali durante il Consiglio comunale.
Non se l'aspettava? Davvero? 
Con le aziende e i negozi chiusi, ogni attività ferma, cosa pensava che sarebbe successo? 
Speravo che da quando è in carica (e nei cinque anni precedenti, quando presiedeva la commissione consiliare apposita, mai convocata se non per forza) avesse svolto, o fatto svolgere, un'indagine sullo stato della popolazione di Conegliano.
Avrebbe scoperto che tanti sono coloro i quali svolgono attività saltuarie, a chiamata, magari in nero, magari soggetti ai vari caporali (basterebbe leggere i giornali, e magari girare un po', non è difficile): avrebbe scoperto che con la presenza di una miriade di piccole attività produttive, commerciali, artigianali molti, per forza, corrono il rischio di ritrovarsi all'improvviso privi di una qualunque forma di reddito. Ed è esattamente ciò che è accaduto.
Il disagio e i drammi, tra l'altro, non riguardano solo l'aspetto economico, ma anche morale, psicologico di tante persone. Basterebbe, anche qui, fare due chiacchiere, che so, con i dirigenti scolastici, per avere contezza di ciò che accade in troppe famiglie, anche nella bella e ricca Conegliano. Ricca e bella, ma non per tutti e non per sempre.
Ricordo che verso la metà di marzo lanciai un appello accorato per tenere sotto osservazione, per fare solo un esempio, il dramma della violenza domestica contro le donne, tragedia insostenibile soprattutto in un periodo di convivenza forzata fra le quattro mura domestiche.
La casa, che per tanti di noi si è rivelata un rifugio sicuro contro la malattia, per tante donne (e per i loro figli) si è rivelata un inferno.
Nulla, silenzio, nessun intervento pubblico anche per smentirmi, soprattutto per rassicurare o assicurare la massima attenzione. 
Ah sì, i moduli necessari per chiedere un sussidio pubblicati sul sito del Comune...
Silenzio assordante che ha riguardato anche la Commissione Pari Opportunità, quella in cui mi è stato detto fosse importante la massiccia presenza di consiglieri comunali "per un maggiore dialogo fra consiglio e commissione": appunto.
Sul femminicidio un convegno (molto interessante ma per addetti ai lavori) lo scorso 25 novembre e l'ultima riunione in ottobre, per decidere di organizzare un altro convegno, sorry, una conferenza...
Abbiamo quindi capito, lo scorso 21 maggio, che gli uffici comunali hanno lavorato a pieno ritmo (non c'erano dubbi in proposito, caro Assessore, sappiamo che lavorano tantissimo, loro), che i problemi da affrontare erano, rimangono e saranno enormi a tutti i livelli.
So, perché tendo a informarmi, che le associazioni di volontariato fanno tutto ciò che possono ma non riescono ad avere un coordinamento con chi dovrebbe fornirlo (ovvero la politica).
Come affrontare tutto questo, quali progetti mettere in campo: con un grande sorriso convinto, l'Assessore ha proposto un bel convegno.
Non ho altro da dire, Vostro Onore

mercoledì 6 maggio 2020

Rifiuti umani? #coronavirus

Sicurezza innanzi tutto. Giusto. La sanità in testa a ogni preoccupazione delle pubbliche autorità: ben venga, non aspettavamo altro.
Andrà tutto bene e ne usciremo migliori? Ho più di qualche dubbio.
Leggo sul Gazzettino di oggi che ieri il Presidente Zaia ha citato l'Ospedale di Conegliano per lanciare l'allarme sulla presenza di persone senza fissa dimora che "usano" il nosocomio come albergo.
Dice il Presidente Zaia che ciò non è più tollerabile, che gli ospedali saranno "blindati" e che per questa questione sarà trovata una soluzione. Speriamo non una soluzione finale.
Fin dall'inizio dell'epidemia in tanti hanno sottolineato il rischio di aggravamento delle situazioni già difficili, dal punto di vista economico, sociale, psicologico.
I più fragili sono ancora più fragili, le associazioni di volontariato hanno visto un aumento esponenziale di persone in cerca di aiuto. E noi cosa facciamo?
Non è tollerabile, dal punto di vista umano, dire che si troverà una soluzione. Il futuro è incerto e il tempo, per chi ha bisogno, è una variabile importantissima: in termini di misura del tempo cosa significa? 
Quel signore che trovava riparo nel nostro ospedale dove andrà? Dove sono e chi si occupa della protezione sanitaria di tutti gli altri che si trovano ancora più isolati di prima?
E poi, siamo proprio sicuri che tutti gli altri, quelli che entrano in ospedale per i motivi più vari, non siano anch'essi portatori di malattie?
Nessuno più crede agli untori, ma il messaggio che si veicola è che è meglio nascondere la polvere sotto il tappeto, rendere ancora più invisibili quelli che già, in buona parte, lo sono.
Non solo, ma nel caso in cui essi siano portatori sani del maledetto virus lasciamo che lo trasmettano? Magari ad altri senza tetto così risolviamo il problema alla radice?
Il PD di Conegliano ha chiesto al Comune come intende comportarsi per affrontare gli enormi problemi che le fasce più deboli della popolazione stanno sopportando, ma, per esempio, nell'ancora ipotetico ordine del giorno del Consiglio Comunale non c'è nessuna traccia di tutto questo.
Sarebbe stato bello aver trovato un articolo, aver sentito una dichiarazione di comprensione e rispetto per la sofferenza di chi non ha nessuno, accompagnata da quattro parole capaci di far intravedere uno straccio di soluzione. Non quella finale.

martedì 28 aprile 2020

Siamo sicuri che Conegliano sia sicura e al sicuro?

Sono d'accordo col Sindaco Chies: i sindaci rappresentano le istituzioni. Verissimo. Aggiunge anche che (però) devono essere attenti a rispondere alle esigenze e alle domande dei cittadini, che parrebbe una frase innocua, ma in realtà certifica una questione molto più complicata: "cittadino" è una categoria generale, che va declinata, analizzata. 
Ci sono i cittadini intesi come categorie economiche, sociali, portatori di interessi anche contrastanti fra loro, ci sono poi i cittadini - elettori, evidentemente molto cari a chi governa la città.
Senza scomodare Machiavelli (troppo complicato anche se un buon politico dovrebbe tenerselo sempre nel cassetto pronto all'uso), la politica ha il compito di scegliere, roba difficile e a volte assai rischiosa.
E allora, visto che di esigenze si tratta, visto che secondo i dati diffusi ieri Conegliano è ancora ai vertici in provincia per numero di contagiati (ovvio, certo, più abitanti, l'ospedale, Casa Fenzi... già, Casa Fenzi...) e visto che due lavoratori sono morti di coronavirus proprio per il tipo di lavoro che svolgevano, forse è il caso di partire da qui.
Al posto di dichiarazioni buone per "lisciare il pelo" ad alcuni, e consapevoli che questa epidemia lascerà un enorme cumulo di macerie economiche, sociali, psicologiche sulle persone, sulle categorie economiche, su giovani e anziani, è il caso di cominciare a organizzare soprattutto il dopo.
Dio non voglia che una volta allentate le redini il contagio riprenda più forte di prima; anche se tutti avremmo voglia di andare in vacanza, trovarci al bar con gli amici comunque è necessario ascoltare ancora una volta la comunità scientifica più che la fregola di apparire simpatici: nessuno, credo, si diverte a mettere in difficoltà commercianti, artigiani, fabbriche e lavoratori per il solo gusto di farlo.
È complicato, si sa, ma proprio adesso è il momento di dimostrare il proprio valore: se lo ritiene giusto il Sindaco scenda pure in piazza a protestare (spiegando bene però cosa propone in alternativa), ma poi risalga la scalinata degli Alpini, telefoni al Presidente del Consiglio Comunale, entri in municipio e convochi il Consiglio Comunale, di cui si sono perse le tracce.
Ci hanno chiesto collaborazione, hanno sbandierato la parola trasparenza: mai visto tanto buio, a parte foto, video e post sui social. Colleghiamoci via web e diteci come stanno i conti del Comune, quali sono le previsioni per le entrate fiscali di quest'anno, quali progetti pensate di mettere in campo oltre alla distribuzione delle borse della spesa grazie ai tanti volontari, quali interventi sono previsti per mettere in sicurezza i dipendenti del Comune e i tanti che svolgono servizi in appalto per conto dell'Ente pubblico, oltre alle persone che entrano in contatto con loro...
Ormai veniamo a sapere le cose spulciando i profili Facebook dell'uno o dell'altro dei componenti della Giunta, questa non è trasparenza, ma presa in giro.
Nel frattempo, per chi ne ha voglia, di seguito il testo di una interpellanza sulla sicurezza che ho presentato stamattina.

Oggetto: Interpellanza sulla sicurezza dei lavoratori delle cooperative sociali e degli utenti
CONSIDERATO CHE
  • l'epidemia di Covid-19 ha avuto effetti pesanti sul nostro territorio, con la perdita di vite umane, anche fra operatori impegnati in servizi socio-sanitario e, d'altro canto, impone un ripensamento delle modalità di intervento in molteplici settori, in primis quelli rivolti alle persone e che comunque comportano rapporti col pubblico;
  • la città di Conegliano, per le caratteristiche di complessità che presenta e la quantità di servizi e strutture aperte al pubblico, si ritrova particolarmente vulnerabile;
VISTO CHE
  • ormai da molti anni molti servizi, dalla gestione di asili alla distribuzione di pasti a domicilio, dalle pulizie in scuole, uffici e locali pubblici al contatto diretto con il pubblico e con persone con diverse fragilità è dato in appalto a cooperative sociali, sia per quanto riguarda direttamente il Comune che l'Ulss e Casa Fenzi;
  • alla luce dell’emergenza sanitaria in atto la sicurezza degli utenti e dei lavoratori, oggi più che mai, deve venire prima di ogni altra considerazione, anche economica;
  • risponde a una specifica esigenza degli Enti Pubblici la propria tutela nel momento in cui si danno in appalto servizi così delicati;
Il sottoscritto consigliere CHIEDE:
  • Se questa Amministrazione, di concerto con l'ULSS e con le autorità a questo preposte, intenda adottare qualche provvedimento affinché, alla luce dell’esperienza dell’epidemia in atto, nello svolgimento dei servizi appaltati alle cooperative sociali siano tempestivamente assunte idonee misure organizzative, di prevenzione e di protezione;
  • Se questa Amministrazione intenda farsi promotrice, anche attraverso la Conferenza dei Sindaci dell'ULSS, nei confronti degli affidatari di servizi e dei propri dipendenti diretti, di percorsi specifici di formazione;
  • Se questa Amministrazione, come già richiesto dalla sottoscritta, intenda richiedere alla Regione un maggiore impegno nell'implementare il personale addetto agli Spisal e ai servizi di controllo della sicurezza nei luoghi di lavoro.

sabato 25 aprile 2020

#25aprile 2020 75 anni di libertà

Un anniversario importante, 75 anni di libertà per l'Italia e l'Europa. Il destino ha voluto che non potessimo sfilare insieme, che non potessimo abbracciare quelli che c'erano e ci sono ancora, che non potessimo cantare insieme, guardare il tricolore salire sui pennoni.
Nel video realizzato dall'ANPI di Conegliano si sottolinea come oggi i nuovi resistenti siano in primis gli operatori sanitari, quanti stanno affrontando una lotta tremenda contro una pandemia che non pensavamo di dover mai vedere.
Pensavamo che i nostri riti quotidiani, le nostre abitudini, soprattutto la nostra libertà di movimento e di scelta non potessero essere messi in discussione.
Sapevamo che in tanta parte di questo pianeta ciò che per noi era quotidianità rimane una chimera, un sogno impossibile, ma pensavamo (non tutti) che tutto sommato non ci riguardasse.
Poi, di colpo, una sberla tremenda ci ha svegliato, ci siamo ritrovati deboli, increduli, vulnerabili, colpiti. Tanti, troppi ci hanno lasciato.
Ci è stato chiesto un sacrificio: difendere il nostro Paese standocene nelle nostre case, rinunciando al superfluo. Tanti e tante, lo sappiamo, si sono ritrovati senza lavoro, con problemi gravissimi da affrontare, sia economici che psicologici che morali.
Nessuna bomba, però, nessuna fucilazione di massa, nessuna tortura, nessun imprigionamento, nessuna casa sventrata dai bombardamenti o dal fuoco delle rappresaglie. Una trincea sanitaria coi servizi essenziali garantiti.
Nessuno era pronto ad affrontare una simile emergenza e immagino che non sia stato facile per nessuna autorità prendere decisioni complicate, perché complicato è il nostro mondo.
Quel po' di libertà a cui abbiamo rinunciato è la garanzia della nostra salute.
Non fu così dopo l'8 settembre 1943: un briciolo di libertà voleva spesso dire la tortura, la fucilazione, la perdita degli affetti, delle case in cui nessuno si sentiva davvero al sicuro.
Si chiamava guerra, si chiamava dittatura, si chiamava unione di due orrori, si chiamava nazifascismo.
Oggi, dopo 75 anni dalla Liberazione, mai come in questo strano anniversario, dobbiamo dire grazie ai partigiani e alle partigiane, alle staffette e a quanti, in qualunque modo aiutarono l'Italia a riconquistare la dignità di fronte al mondo.
Bene ha fatto il sindaco di Conegliano a portare anche oggi le corone ai caduti nei due monumenti che ricordano le due guerre. Il suono del "silenzio" ci ha fatto riflettere ancora una volta: quei caduti hanno versato il loro sangue per noi.
Qualcuno, anche con cariche istituzionali importanti nel mio Comune, si permette di denigrare, sbeffeggiare quelli che sono morti, si sono sacrificati anche per lui, lasciandogli la possibilità di offendere la sua stessa libertà.
Non importa, i valori della democrazia, della libertà, della Repubblica nata dalla Resistenza sono e saranno più forti dell'arroganza e dell'ignoranza.
W IL 25 APRILE, W L'ITALIA DEMOCRATICA