Il colle è la mia prospettiva. Le colline non sono mai le stesse, come le attività di chi studia e scrive. Dall'alto lo sguardo spazia e aiuta la fantasia, la ricerca; guardare aiuta a pensare, a mettere insieme le idee, quelle che fanno scrivere per sé o per far leggere agli altri ciò che si produce.

sabato 25 aprile 2020

#25aprile 2020 75 anni di libertà

Un anniversario importante, 75 anni di libertà per l'Italia e l'Europa. Il destino ha voluto che non potessimo sfilare insieme, che non potessimo abbracciare quelli che c'erano e ci sono ancora, che non potessimo cantare insieme, guardare il tricolore salire sui pennoni.
Nel video realizzato dall'ANPI di Conegliano si sottolinea come oggi i nuovi resistenti siano in primis gli operatori sanitari, quanti stanno affrontando una lotta tremenda contro una pandemia che non pensavamo di dover mai vedere.
Pensavamo che i nostri riti quotidiani, le nostre abitudini, soprattutto la nostra libertà di movimento e di scelta non potessero essere messi in discussione.
Sapevamo che in tanta parte di questo pianeta ciò che per noi era quotidianità rimane una chimera, un sogno impossibile, ma pensavamo (non tutti) che tutto sommato non ci riguardasse.
Poi, di colpo, una sberla tremenda ci ha svegliato, ci siamo ritrovati deboli, increduli, vulnerabili, colpiti. Tanti, troppi ci hanno lasciato.
Ci è stato chiesto un sacrificio: difendere il nostro Paese standocene nelle nostre case, rinunciando al superfluo. Tanti e tante, lo sappiamo, si sono ritrovati senza lavoro, con problemi gravissimi da affrontare, sia economici che psicologici che morali.
Nessuna bomba, però, nessuna fucilazione di massa, nessuna tortura, nessun imprigionamento, nessuna casa sventrata dai bombardamenti o dal fuoco delle rappresaglie. Una trincea sanitaria coi servizi essenziali garantiti.
Nessuno era pronto ad affrontare una simile emergenza e immagino che non sia stato facile per nessuna autorità prendere decisioni complicate, perché complicato è il nostro mondo.
Quel po' di libertà a cui abbiamo rinunciato è la garanzia della nostra salute.
Non fu così dopo l'8 settembre 1943: un briciolo di libertà voleva spesso dire la tortura, la fucilazione, la perdita degli affetti, delle case in cui nessuno si sentiva davvero al sicuro.
Si chiamava guerra, si chiamava dittatura, si chiamava unione di due orrori, si chiamava nazifascismo.
Oggi, dopo 75 anni dalla Liberazione, mai come in questo strano anniversario, dobbiamo dire grazie ai partigiani e alle partigiane, alle staffette e a quanti, in qualunque modo aiutarono l'Italia a riconquistare la dignità di fronte al mondo.
Bene ha fatto il sindaco di Conegliano a portare anche oggi le corone ai caduti nei due monumenti che ricordano le due guerre. Il suono del "silenzio" ci ha fatto riflettere ancora una volta: quei caduti hanno versato il loro sangue per noi.
Qualcuno, anche con cariche istituzionali importanti nel mio Comune, si permette di denigrare, sbeffeggiare quelli che sono morti, si sono sacrificati anche per lui, lasciandogli la possibilità di offendere la sua stessa libertà.
Non importa, i valori della democrazia, della libertà, della Repubblica nata dalla Resistenza sono e saranno più forti dell'arroganza e dell'ignoranza.
W IL 25 APRILE, W L'ITALIA DEMOCRATICA

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