Il colle è la mia prospettiva. Le colline non sono mai le stesse, come le attività di chi studia e scrive. Dall'alto lo sguardo spazia e aiuta la fantasia, la ricerca; guardare aiuta a pensare, a mettere insieme le idee, quelle che fanno scrivere per sé o per far leggere agli altri ciò che si produce.

venerdì 15 dicembre 2017

Ruote che girano e ruote, inesorabilmente, ferme.

Un Natale girevole in città: la ruota panoramica inizierà il suo allegro percorso e di sicuro i bambini ne saranno contenti (ovviamente quelli che riusciranno a raggiungere il centro con il traffico bloccato).
C'è qualcosa che però non gira come dovrebbe: un detto dice che la vita è una ruota che gira, l'amara verità è che per qualcuno si è fermata e non ne vuol sapere di rimettersi in moto.
La vicenda del regolamento per l'accesso ai servizi sociali agevolati del Comune di Conegliano rasenta il ridicolo, se non si trattasse della vita difficile di tante persone.
Vale la pena di farne un brevissimo riassunto: il 30 ottobre scorso si è riunita la 2 commissione consiliare per discutere del regolamento e in quell'occasione tutta la maggioranza ha votato a favore della proposta della giunta, scritta con la collaborazione e il supporto tecnico degli uffici. Noi dell'opposizione ci siamo astenuti perché pensavamo (e riteniamo ancora) che sia utile discutere in Consiglio Comunale un tema così delicato come quello della lotta alla povertà.
Nel Consiglio del 16 novembre successivo, senza nessun motivo serio e circostanziato la maggioranza, con un blitz evidentemente suggerito dalla Lega, ha deciso di rimandare il tutto, per approfondimenti "tecnici". 
Forse che gli uffici avevano sbagliato qualcosa? No, lo sappiamo tutti, si trattava del tentativo di eslcudere qualcuno dai benefici.
Il punto sarebbe dovuto essere discusso il prossimo 21 dicembre e invece no, sparito di nuovo dall'ordine del giorno. Oggi sulla stampa scopriamo che davvero si vuole escludere qualcuno, parlando di anni di residenza in città, con beato menefreghismo delle storie delle persone, che, indipendentemente dal luogo di provenienza, dal colore della pelle, dal credo religioso (ricordate quella cosa che si chiama Costituzione? Per non parlare, in periodo natalizio, di quell'altro astruso libretto chiamato Vangelo) tali sono, persone, appunto.
Il problema, si capisce bene, è che degli aiuti possano beneficiare quelli che con orrida parola vengono etichettati come "extracomunitari". Mi piacerebbe vedere cosa accadrebbe se a Conegliano spuntassero delle famiglie nordamericane o svizzere in difficoltà...
In una città nella quale il Presidente del Consiglio Comunale continua ad avere lo stipendio da assessore e da poco sono aumentati in modo significativo gli stipendi di alcuni funzionari il problema del bilancio sta tutto nei contributi a chi si trova in condizione di disagio'? Mi pare davvero insostenibile, oltre che fastidioso.
Cari signori della maggioranza, sicuri di poter stabilire con un regolamento come, quando e da dove nascono i bisogni, quali sono le storie, i drammi delle persone e delle famiglie? 
E non basta affermare che nessuno sarà lasciato morire per strada: vorrei ben vedere!!!
Inutile che ad ogni occasione il Sindaco ringrazi le tante associazioni coneglianesi, il volontariato, apprezzando il lavoro disinteressato di tanti che si occupano dei meno fortunati: se vogliamo aiutare anche i volontari la prima cosa da fare è, con i mezzi a nostra disposizione, ridare dignità alle persone, senza costringerle, magari, a inginocchiarsi per ottenere qualcosa.
Le lucette del Natale andrebbero accese là dove impera il buio di posizioni e pensieri che pensavamo ormai accantonati per sempre.
Buon Natale, più o meno, in attesa che qualcuno rimetta in moto la ruota della dignità.

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